Tre amici – Gianni, Antonio e Nicola – legati dall’esperienza della Resistenza, si ritrovano dopo anni a confrontarsi con i loro sogni, ideali e fallimenti in un’Italia che cambia inesorabilmente. Tra ironia, malinconia e critica sociale, C’eravamo tanto amati attraversa trent’anni di storia italiana, raccontando le speranze tradite di una generazione.
Il film mescola toni comici e drammatici, con frequenti riferimenti metacinematografici (es. la scena che omaggia La dolce vita). Influenzato dal neorealismo e dalla commedia all’italiana, C’eravamo tanto amati è un affresco corale che ricorda lo stile di Fellini, De Sica e Monicelli, ma con un tocco personale e malinconico proprio di Scola.
L’opera ha ricevuto un restauro in 4K, presentato nella sezione Zibaldone della 43ª edizione del Torino Film Festival, alla presenza di Stefania Sandrelli che ha introdotto la proiezione.
