Alain Delon e Charles Bronson: Due Sporche Carogne.

20/9/2018 i400Calci

L'articolo di Darth Von Trier dei 400Calci - Cinema da Combattimento


Se torno indietro con la memoria il poliziesco è tra i miei primi ricordi di scimmia per il cinema. La fantascienza, il western, il fantastico mi piacevano da prima per via di altri media: fumetti, cartoni animati, libri… Ma il poliziesco, in tutte le sue declinazioni, fu il vero colpo di fulmine con il cinema.

Iniziai con i telefilm degli anni sessanta e settanta americani e da lì a Callaghan il passo fu breve. Subito arrivò il poliziesco italiano con un assist di mio padre e tramite pellicole come "Tony Arzenta" e "Squadra Volante" conobbi il "polar" a cui si rifacevano. Quella commistione tutta francese tra Poliziesco e Noir, dalla cui crasi il nome, carica di pessimismo, moralità ambigue, esistenzialismo, pioggia e musiche tristi mi conquistò. Il poliziesco in cui gli eroi non sono avvenenti e i criminali sì, il poliziesco in cui non vince mai nessuno e il manicheismo americano va a farsi benedire, il noir che si ispira al grande hard boiled americano in bianco e nero e rincara la dose del pessimismo; il mio spleen adolescenziale è stato Lino Ventura che muore con la confessione in tasca in "Tutte le ore feriscono… L'ultima uccide".

Quando scorsi la lista dei film possibili da recensire per voi mi cascò l'occhio su questo film misconosciuto, un film di rapina con le atmosfere e le soluzioni del polar, lo scelsi subito ben conscio che se non lo avessi fatto io non lo avrebbe fatto nessuno e sarebbe stato un peccato.
 

Carogne


Due sporche carogne - tecnica di una rapina, patisce nella titolazione italiana quel sensazionalismo titolistico tipico dell'epoca e che volutamente lo fa percepire come un prodotto più popolare rispetto al laconico titolo originale, 100% polar, di "Adieu l'ami" cioè "Arrivederci, amico".

Sul finire degli anni sessanta il noir/polar francese stava raggiungendo con Melville una delle sue vette e con lui Alain Delon, attore nella vita e nei suoi personaggi tanto bello quanto disilluso e tormentato. Per il polar Delon diventerà dalla fine dei sessanta quello che oggi definirebbero un household name: un nome garanzia di tinte fosche e malinconia al servizio del cinema poliziesco, l'incarnazione ineguagliata del criminale inquieto, intelligente più che brutale e irrimediabilmente solo, che consoliderà un archetipo definitivamente dagli anni sessanta fino oggi passando per Michael Mann.

Bello e tormentato


Bronson invece è un'altra storia: canonicamente meno bello ma con un passato altrettanto difficile è, ai tempi, un attore molto conosciuto e apprezzato in patria già dai primi anni sessanta ma un po' relegato ai soliti ruoli: sia etnici per via della sua faccia indefinibile che caratteriali, ovvero quelli da duro taciturno e da outisder.

Nel 1968, al suo primo film, il regista francese Jean Vautrin li accoppia in un heist movie di rara amarezza.

La pellicola è un successo internazionale: Delon dopo la prova micidiale in Frank Costello faccia d'angelo dell'anno prima si consacra al crimine in sala per un decennio e Bronson viene scoperto dal cinema europeo: da lì a poco sarà protagonista del meraviglioso L'uomo della pioggia e lo stesso anno verrà scelto da Leone per il ruolo di Armonica nell'epico "C'era una volta il West". Da qui la carriera di Bronson negli anni settanta sarà tra Stati Uniti ed Europa, più variegata di prima ma mai del tutto fuori dal typecasting a cui l'attore si arrenderà definitivamente negli anni ottanta con l'infinita serie di sequel del Giustiziere della notte. Curiosamente nel 1971 i due attori torneranno, di nuovo nelle vesti di una coppia di ladri, nell'atipico western "Sole Rosso" di Terence Young.

 

Addio alle armi

 

Nel film Delon è Dino Barran, un medico militare che al ritorno dalla guerra d'Algeria si guarda attorno per rifarsi una vita, declina l'invito del legionario francese di origine americana Franz Propp di andare con lui a fare il mercenario in Congo e torna a Parigi. Nella capitale incontra la fidanzata di un suo commilitone e collega medico morto in guerra che gli chiede di sostituire il defunto come complice in una rapina che lei, lui e un'altra donna avevano architettato per la notte di Natale ai danni di una grande azienda. Il fidanzato buonanima doveva farsi assumere come medico per effettuare delle visite di controllo sui dipendenti, fungendo da cavallo di Troia per la rapina all'azienda. L'opportunista e scaltro Franz Propp che nel frattempo si è reinventato rapinatore e pappone a Parigi sente del piano e si accolla come indesiderato complice nella rapina. Da qui i piani cominciano a deragliare sempre più, verso un finale a sorpresa e ovviamente amaro. La forza del film è nel carisma dei suoi protagonisti, che reggono un film in cui sono da soli per gran parte del minutaggio e nel suo contenere un mondo di pregressi tra i due protagonisti, tensioni, diffidenze, rischio, in poche stanze di un'azienda in cui sono intrappolati e minacciati dalla cospicua ronda di guardie armate, arrivando a collaborare per forza e ad accettarsi in un mood simile a "La parete di fango". Non c'è azione, come spesso accade nei film di rapina, ma c'è una tensione che sopperisce alla forza muscolare nel rendere il film d'impatto.
 

Soluzioni d'impatto


Il regista firmerà negli anni come sceneggiatore (e in seguito come romanziere) storie più carismatiche, su tutti il bellissimo "Guardato a vista" del 1981 con Lino Ventura e Michel Serrault, ma Due sporche carogne è un noir godibilissimo nella sua storia semplice e che ha secondo me come pregio principale quello di far avvertire sottopelle il grande sbaraglio morale di una Francia del dopoguerra; una nazione con la coscienza sporcata dai drammi del novecento, da Vichy e dalle guerre coloniali, popolata da avventurieri randagi, con un'anima nera e irredenta con cui è difficile empatizzare, non i maverick del poliziesco americano e nemmeno i perdenti sarcastici di Chandler ma vere e proprie carogne allo sbaraglio, alla ricerca di un senso della loro vita.

 

Due Sporche Carogne è disponibile su