TAKE FIVE. QUASI AL TRAGUARDO

1/5/2013 CIAK Scarica in formato PDF

Take Five di Guido Lombardi è al montaggio tra finti boss, lingua napoletana e rifiuti di Depardieu


TAKE FIVE. QUASI AL TRAGUARDO

Ottanta ore di girato in sei settimane di ripresa complesse, low buidget, tra tunnel sotterranei, umidità e fango. Il regista Guido Lombardi è ora impegnato insieme a Annalisa Forgione al montaggio di Take Five. «Dovremo selezionare nel magma di materiale. Certe scene, comunque, sono venute molto più rapide di quanto pensassi. La ligua napoletana (parte del film sarà sottotitolato, nda) “velocizza” tre pagine di dialogo in un solo minuto! ». Tra i boss con cui hanno a che fare, non solo a parole, i cinque rapinatori protagonisti c’è anche un certo Jannone (con la J), nessun riferimento al quasi omonimo Iannone arrestato nel 2011. «Quando ho scritto la sceneggiatura nemmeno sapevo esistesse un boss con quel nome, pensavo piuttosto al cognome di un mio carissimo amico, compagno di banco alle medie. Per un po’ mi sono pure convinto di farlo interpretare a lui. Poi ho scelto l’ottimo Gianfranco Gallo». Nel frattempo il produttore Gianluca Curti ha dichiarato al Corriere del mezzogiorno che per il ruolo di Peppe O Sciomen avrebbe voluto Gérard Depardieu, ma poi ha accolto la richiesta del regista di affidarlo a Peppe Lanzetta. «Ci ho pure parlato per telefono con il grande Gérard», ci rivela Lombardi, «però sono contento che il produttore si sia convinto, con me, che Peppe era più adatto per questo ruolo di “irregolare” napoletano, che ho scritto proprio pensando a lui. Io quando vedo recitare Lanzetta mi commuovo!»


Scarica in formato PDF